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Pasvim S.p.A. - La Storia - Le Origini

Le origini: l’attività di merchant bank

pasvim04cPASVIM SpA nasce nel 2000 con lo scopo di promuovere lo sviluppo del sistema imprenditoriale del territorio della Provincia di Pavia. La società parte un patrimonio di 2 miliardi messo a disposizione da una Banca e da tre Enti pubblici. Il Progetto Pasvim ha un obiettivo ambizioso: mettere a disposizione di un selezionato cluster di imprese sia nuova finanza (venture capital) sia competenze (manager in affitto). La società infatti inizia a operare sul territorio attraverso l’acquisizione di partecipazioni societarie, l’erogazione di finanziamenti (bancari) e la messa a disposizione competenze prevalentemente di matrice universitaria. Soci fondatori sono Banca Regionale Europea con il 40% del capitale sociale, Comune di Pavia, Provincia di Pavia e Camera di Commercio di Pavia con il 20% ciascuna. La governance è costituita da imprenditori e da docenti dell’Università di Pavia.  

Fino al 2007, guardando al puro risultato economico, anche se “il mandato” non è orientato verso la massimizzazione del rendimento finanziario, la società sembra in grado di fornire un supporto a sostegno della nascita di nuove realtà produttive. Inoltre è capace di autofinanziarsi con soddisfacenti ritorni sul capitale investito. Questa attività, seppur portatrice di ritorni in termini economici, negli anni si è rivelata troppo sbilanciata nel rapporto rischio/rendimento.  Infatti, per la natura medesima dell’investment banking, e soprattutto per la tipologia degli imprenditori a cui la Pasvim si rivolgeva, l’attività comportava l’assunzione di un tasso di rischiosità non adeguato rispetto al rendimento teorico/potenziale dell’investimento effettuato. Gli attori degli interventi di Pasvim risultano, ad un attento sguardo retrospettivo, soggetti economici caratterizzati da attività imprenditoriali con buone prospettive reddituali ma con strutture aziendali poco articolate, incapaci di accogliere un partner finanziario senza esporre quest’ultimo a livelli di rischio eccessivamente elevati.

Malgrado l’elevato numero delle richieste di intervento, PASVIM non è infatti in grado di avviare altrettanto numerose iniziative per:

  • inadeguatezza del sistema di governance e della forma societaria; per l’intervento di PASVIM si rendeva necessaria la compresenza di una società di capitali, meglio se nella forma di SpA, e ancor più  l’esistenza di una  compagine sociale stabile;
  • inadeguatezza dei modelli gestionali delle imprese richiedenti, con elevate difficoltà di lettura della loro situazione patrimoniale ed economica;
  • business troppo limitati e di nicchia, con difficoltà nella valutazione della situazione del mercato;
  • dimensione troppo elevata delle richieste di intervento, anche rispetto ai mezzi della società stessa.

pasvim02cLa capacità di intervento di PASVIM fino al 2007 è stata quindi limitata. Se incontrava imprese di grandi dimensioni, rischiava di essere circoscritta ad operazioni di partecipazione ampiamente minoritaria: capacità contrattuale limitata e way out condizionata dalla volontà della maggioranza. Quando invece operava, come ha operato, con imprese di piccole dimensioni, la partecipazione ha sempre esibito un elevato grado di rischio, l’impossibilità di generare tassi di sviluppo apprezzabili, difficoltà di smobilizzo. Nella primavera del 2007 la società ha quindi concluso il percorso cominciato nel 2000. Dopo sette anni di attività nell’area del venture capital, che ha portato la società ad investire in un nucleo di imprese una parte consistente del proprio patrimonio, PASVIM presenta i propri conti in sostanziale pareggio e sulla base di un nuovo progetto varato da Fondazione Banca del Monte di Lombardia si avvia a cambiare in modo radicale la propria mission.

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