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Pasvim S.p.A. - La Storia - Le Origini

STORIA DI PASVIM SPA:
Una Finanziaria no profit, al servizio dei Confidi e delle Piccole e Medie Imprese

PASVIM venne costituita nel 2000, con una dotazione di 2 miliardi di lire, per iniziativa del Comune di Pavia, della Camera di Commercio di Pavia, dell’’Amministrazione Provinciale di Pavia e della Banca Regionale Europea: lo scopo era quello di conferire risorse e competenze alle PMI locali.

Successivamente la partecipazione della Banca venne parzialmente sostituita, e integrata, da quella della Fondazione Banca del Monte di Lombardia che ne divenne il socio di riferimento: FBML ha infatti aumentato la propria quota di partecipazione, consentendo alla Società di operare con patrimonio che, nel tempo, ha raggiunto i quasi 17 milioni di euro; ciò le ha permesso, tra il 2009 e il 2019, di possedere una adeguata patrimonializzazione che l’ha messa in grado di soddisfare una domanda di credito, da parte delle imprese della Lombardia, per oltre 400 milioni di euro. L'interesse della Fondazione per questa Società era coerente con l’insieme delle attività svolte dalla medesima Fondazione, tutte indirizzate a supportare lo sviluppo locale del territorio, a investire sul consolidamento della struttura imprenditoriale e a favorire la crescita dell’economia e della coesione sociale.

Nel corso del 2008 la Società, pur mantenendo lo stesso acronimo, ha modificato la propria denominazione in Partner Sviluppo Imprese Spa - PASVIM, per dare seguito ai cambiamenti intervenuti nella propria mission a supporto di iniziative imprenditoriali. L'attività prevalente di Pasvim, quindi, rispetto al momento del suo avvio nell’anno 2000 non fu più costituita dall'assunzione di partecipazioni per sostenere l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali (attività di venture capital), ma venne rivolta esclusivamente all’erogazione di crediti di firma sotto forma di garanzie. Tale cambiamento di rotta fu il frutto di una riflessione sviluppatasi nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione sotto la guida del dott. Aldo Poli a seguito delle modificazioni normative intervenute nel settore del credito, con l'entrata in vigore della Nuova Legge Quadro delle Cooperative Fidi e del Nuovo Accordo sul Capitale (Basìlea2).

La soluzione individuata da PASVIM, per dare un significativo contributo alla parte di imprenditoria meno strutturata, quella delle micro imprese del commercio e dell’artigianato, che ancor oggi con non poche difficoltà si rivolge al mercato creditizio, è consistita nel diventare intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia, iscrivendosi all'elenco speciale di cui all'art. 107 del Testo Unico Bancario. Pasvim è diventata infatti intermediario vigilato con provvedimento del 19 gennaio 2009 allorché Banca d'Italia ne dispose l'iscrizione tra gli intermediari finanziari, atto che sancì positivamente la chiusura del procedimento istruttorio che PASVIM aveva intrapreso nel corso del 2008. L’iscrizione di Pasvim all’elenco speciale 107, e successivamente nel 2017 nell’albo degli intermediari vigilati 106, ha quindi consentito di fornire garanzie alle imprese, attraverso l'intermediazione delle Cooperative e dei Consorzi di garanzia collettiva; tutto ciò mentre la Società diventava ben presto un soggetto di rilevanza regionale all'interno del sistema delle garanzie: questa soluzione ha certamente permesso al mondo dei confidi di affrontare una problematica fase di criticità caratterizzata da una pesante e lunghissima crisi economica globale che ha preso le mosse negli anni 2007 e 2008 e che, si può ben dire, almeno per l’Italia, non è mai più stata superata.

PASVIM ha operato nel corso degli anni come una società per azioni senza scopi di lucro: la mission societaria è stata esclusivamente orientata a sostenere l’economia del Paese affiancando uno degli attori più importanti dello stesso: il Sistema dei Confidi, un esempio raro di rete di solidarietà tra imprese, oggi in gravissime difficoltà: una rete, quella dei Confidi, interamente vocata al superamento delle barriere di ingresso ai finanziamenti bancari da parte delle piccole imprese del commercio e dell’artigianato.